Mentre alcune Regioni ribadiscono il "no" all'obbligo del distanziamento sui mezzi di trasporto locali, la più grande comunità social di soli medici (il gruppo Facebook “Coronavirus, Sars-CoV-2 e Covid-19", che conta circa 100mila iscritti) ha voluto tastare il polso alla community scientifica con un sondaggio. E la stragrande maggioranza delle risposte (98,5%) indica una posizione chiara dei camici bianchi: il distanziamento fisico tra i passeggeri è una misura di sicurezza importante e va mantenuta, così come l’uso della mascherina.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo:
"Ciò che è accaduto nei primi mesi del 2020 ha sconvolto l’Italia ed il mondo.
Ne ha sofferto il Servizio Sanitario Nazionale specie nelle regioni del Nord e del Centro d’Italia.
Il tentativo di fare una verifica sullo stato dei Dipartimenti di Prevenzione, si è dimostrato assai carente e poco significativo.
Abrogare la legge regionale n.23 del 2015 che oggi regola in via “sperimentale” la sanità lombarda e costruire, in questa regione così provata dalla pandemia di Coronavirus, un nuovo Servizio Sociosanitario che sia “unitario e globale, decentrato nel territorio, partecipato e controllato dagli utenti”. Non è un'utopia, ma una proposta concreta, frutto di decennali esperienze fatte sul campo, quella che arriva dal Movimento per la difesa ed il miglioramento del Servizio Sanitario Nazionale, fondato tre anni fa a Milano da un gruppo di esperti di sanità e salute pubblica.
C’è un angolo di mondo che è stato "miracolosamente" risparmiato dal virus, nell’America di Trump dove la pandemia galoppa selvaggiamente al ritmo di un decesso al minuto. È la Maryland Baptist Aged Home di Baltimora, la centenaria casa di cura per anziani posseduta da afroamericani nello Stato del Maryland, e accoglie persone a basso reddito, la categoria più vulnerabile al contagio di Covid-19.
Ormai è una costante dei bollettini quotidiani: quasi il 70% dei nuovi casi italiani, positivi al Coronavirus, si rileva in Lombardia. Una lunga coda pandemica che ancora non si esaurisce. Intanto, l’Oms e l'Iss già prevedono una “possibile seconda ondata” in autunno. E di “inevitabili" future infezioni parla anche l’autorevole immunologo Anthony Fauci, direttore dell'Istituto per le Malattie infettive statunitense, precisando però che “tutto dipenderà da noi”: se avremo “personale, test e risorse per identificare i casi, isolarli e tracciare i contatti, quando arriveranno le infezioni potremo evitare che diventino una seconda ondata". È dello stesso parere Vittorio Carreri, il medico igienista che per 30 anni ha guidato le attività di prevenzione di Regione Lombardia.







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