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“La semplicità produttiva è uno dei punti di forza del vaccino su cui stiamo lavorando: un aspetto rilevante, legato a una nuova metodologia che è accessibile anche ai paesi meno avanzati tecnologicamente”. Così Guido Grandi, 68 anni, professore ordinario di Microbiologia e Microbiologia Clinica e direttore vicario del Dipartimento di Biologia cellulare computazionale e integrata (Cibio) dell’Università di Trento, definisce il progetto di ricerca della startup senese Biomvis Srl realizzato in collaborazione con il Cibio. "Il nostro obiettivo? Avviare lo sviluppo della produzione entro il 2020, per poter poi iniziare le fasi cliniche".

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Sono tanti e in costante aumento i progetti candidati a diventare nuovi vaccini contro il Covid-19, ed è letteralmente una corsa contro il tempo. La ricerca di un vaccino richiede in media 10 anni, mentre l’attuale emergenza fa ipotizzare un arco di 12-18 mesi. Nonostante l’impellenza della pandemia che ha finora colpito 28 milioni di persone causando 900mila morti, non si può prescindere da studi rigorosi su efficacia e sicurezza. Qual è l’iter di un progetto vaccinale prima dell'ok delle autorità regolatorie internazionali? E quali sono oggi i vaccini più vicini al traguardo? È di oggi il rientro in campo di AstraZeneca-Oxford...

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Andare a rispondere al citofono o accendere il fornello, apparecchiare la tavola, spostarsi in un'altra stanza, salire un gradino. Anche il più piccolo gesto quotidiano può diventare una fatica insormontabile, quando ci si sente pervasi da un senso di esaurimento fisico, emotivo e cognitivo.  La stanchezza da cancro o fatigue, colpisce il 65% dei pazienti con tumore. Il 40% delle persone “sente la fatigue” già al momento della diagnosi, la percentuale sale all’80%-90% durante la chemioterapia o radioterapia e nel 20% persiste molti anni dopo la terapia. 

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Sempre più spesso la tecnologia offre alla medicina soluzioni “esterne” al nostro corpo per sopperire alle carenze di funzionalità dovute a traumi e patologie. Così accade anche per la SLA, in cui i pazienti usano da sempre i supporti informatici – computer, sistemi di scrittura e di linguaggio digitale – per comunicare col mondo esterno. Pensiamo soltanto a come il fisico Stephen Hawking riuscì fino alla fine a comunicare, scrivere libri e persino a tenere lezioni universitarie.

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Ripartire in sicurezza? "È possibile solo se si scatta una fotografia del presente attraverso i test diagnostici". Ne è convinta Alberta Ferrari, chirurga senologa e autrice del blog sull’Espresso, Ferite vincenti dedicato alla salute della donna.
E proprio dal suo blog, lo scorso aprile, Ferrari si è fatta “portavoce di un appello ai decisori politici” da parte di un gruppo di 100mila medici italiani durante la fase più critica dell’emergenza Coronavirus.