Dopo la delibera regionale che ha ridotto la validità delle ricette Urgenti e Brevi, gli operatori degli Sportelli della Salute sono scesi in campo per limitare i disagi. Ecco come difendersi limitando le difficoltà e facendo chiarezza sull'inevitabile confusione.
Dal 15 settembre, come anticipato ad agosto da Temasalute.it sono cambiate drasticamente le regole sulla scadenza delle prescrizioni. Le ricette con priorità Urgente (U) sono valide solo per 10 giorni dal momento della prescrizione, quelle Brevi (B) soltanto per 30 giorni, dopodiché non possono più essere utilizzate. Resta invariata la scadenza a 180 giorni per le ricette D (differibile) e P (programmabile).
«Molte persone non sono ancora a conoscenza di questa novità, molte altre incontrano difficoltà oggettive a prenotare le visite in tempi così ridotti: in tanti casi si sentono rispondere che le agende sono chiuse o comunque la prenotazione non rispetta la tempistica prioritaria - osserva Elvira Cossu, volontaria del Coordinamento lombardo Sportelli per il diritto alla salute -. Talvolta, per cercare di accorciare i tempi, gli utenti chiamano direttamente gli ospedali, ma è un’impresa complicata… e intanto la ricetta rischia di scadere».
E così gli Sportelli si sono messi all’opera per aiutare le persone a ottenere quanto sarebbe loro dovuto. Con un volantino diffuso nel Municipio 5, gli operatori esortano i cittadini, quando hanno in mano l’impegnativa (Breve o Urgente) del medico di base, a «chiamare subito il Cup, senza far passare nemmeno un giorno». Se l’impiegato, per qualunque motivo, non dà una prenotazione adeguata, il consiglio è di «accettare qualunque data in qualunque sede, prendendo nota del giorno in cui si è chiamato il Cup e dell’addetto che ha risposto».
E se la data e il luogo della prenotazione non vanno bene, è possibile chiamare subito uno Sportello Salute per inoltrare l’istanza amministrativa alla ASST.
Ma l’istanza si può fare «solo se il paziente ha accettato, e quindi ha in mano, una prenotazione o se ricorda la data delle telefonate fatte al Cup e rimaste inevase».
«Nei casi fino ad oggi gestiti – spiegano gli operatori - siamo riusciti a ottenere le visite inoltrando un ricorso alle ASST: ce l’abbiamo fatta soprattutto per le impegnative Brevi. La legge impone infatti che in caso di inadempienza, le strutture sanitarie, per rispettare la tempistica, debbano ricorrere all’intramoenia. Finora abbiamo ottenuto gli appuntamenti senza che il SSR ricorresse a questa possibilità, rispettando le tempistiche o con lievi sforamenti di pochi giorni».
I problemi principali riguardano invece le ricette Urgenti (72 ore): «In caso di agende chiuse e difficoltà di prenotazione l’unico consiglio è quello di andare alla URP della struttura sanitaria per sollecitare personalmente il rispetto delle tempistiche».
Queste nuove regole riguardano solo gli abitanti della Lombardia. Una legge nazionale stabilisce infatti la validità di 180 giorni per tutte ricette, ovvero con priorità U (urgente, da erogare entro 72 ore); B (breve, entro 10 giorni); D (differibile, 30 giorni), P (programmabile, 120 giorni).
La legge nazionale lascia però alle Regioni la possibilità di attuare modifiche, e così ha fatto la Direzione Generale Welfare della Lombardia con la delibera n. XII / 6692 del 3 agosto scorso.
Secondo l'assessore al Welfare Guido Bertolaso questa modifica «è necessaria a garantire le urgenze e migliorare la gestione delle liste di attesa». Così «si evita che una ricetta prescritta per una necessità clinica temporalmente definita venga utilizzata dopo molti mesi, quando la situazione del paziente potrebbe essere mutata».
Immediata la replica delle forze politiche di opposizione: «Questa misura serve forse a far migliorare qualche statistica?» chiede Carlo Borghetti, consigliere e capo delegazione Pd in Consiglio regionale. «Occorre ridurre le liste d’attesa, non la validità delle ricette – incalza –. Oggi i cittadini trovano molte difficoltà a prenotare, ad esempio quando devono destreggiarsi tra strutture differenti, ognuna con i propri centralini telefonici, sportelli fisici e siti internet; per non parlare delle agende spesso chiuse, senza alcuna disponibilità».
Ecco alcuni indirizzi degli Sportelli a Milano, tutti gli altri sono reperibili sul sito del Coordinamento lombardo Sportelli per il diritto alla Salute
Milano Municipio 5:
via Palmieri 8 (porta rossa), tel. 3780601426 - mercoledì 17:30/19:30 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
via Lelio Basso tel. 3780842033 - lunedì 17:30/19:30 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
via Gratosoglio 60 - tel 3497068883 - martedì 10/12 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Milano Municipio 6:
via Lanino1 (M4 California) - tel. 3520801445 - lunedì 18-20 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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